Il prezzo della corruzione

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“La corruzione è Sì un problema di regole, ma prima ancora è un problema culturale”

<< E’ uno schifo!>> disse l’uomo mentre sputava il chewingum a terra.

Le regole sono le garanzie che ci scambiamo l’uno con l’altro.

La corruzione prospera perché così fan tutti, perché è un peccato veniale, perché così fanno i furbi. L’opinione pubblica è distratta, rassegnata e in alcuni casi connivente. La mentalità è che PECUNIA NON OLET. Questa mentalità ha fatto danni rilevantissimi.

La corruzione è uno strumento provinciale di blocco della concorrenza con cui un pezzo di classe dirigente ha mantenuto i suoi privilegi senza dover dimostrare di essere brava. Relazioni malate che hanno reso l’imprenditoria talmente forte da demotivare gli investimenti esteri e la necessità di investire in ricerca, innovazione e formazione. Impenditorialità corrotta che ingrassa sugli ultimi, sulle disgrazie sociali, sulle difficoltà di vivere di alcuni.

La corruzione fa danni in diritti, incalcolabili.

La corruzione impedisce che si investa sulla INNOVAZIONE: alto tasso di corruzione, basso tasso di ricerca e innovazione.

Quasi la metà delle tangenti in Europa è italiana.

C’è la subalternità della Politica ai poteri economici corrotti. Non c’è nemmeno più bisogno delle mazzette.

I fatti di MANI PULITE , secondo Davigo, hanno avuto un effetto darwiniano eliminando i corrotti e i corruttori più fessi.

Il rapporto della POLITICA con gli APPARATI non è stato quello di governarli, ma quello di OCCUPARLI.

A volte, spesso, esiste un terreno su cui macchina amministrativa e politica si incontrano e si scambiano qualcosa.

Le aziende pubbliche sono il luogo di un consociativismo perverso, luoghi in cui spartire, accaparrare che non c’entra niente con l’interesse generale.

I politici non vengono più intimiditi, ma blanditi fino a che non diventano “soci” che partecipano agli utili. Non più intimiditi, ma accomodati così sono diventati i politici, soprattutto gli amministratori locali. Per la corruzione conta più un assessore che un parlamentare.

Le società pubbliche sono humus fertile per la corruzione. La ragione per cui vengono create è per provare a spostare dagli enti locali la corruzione.

Centri di spesa locali che si sono sovrapposti o accompagnati a quelli dello Stato centrale.

Chi è più pericoloso? Pasquale Zagaria o uno di quelli “invisibili” che fanno discorsi altisonanti e poi praticano l’ ILLEGALITA’ ?

Noi siamo un Paese NIMBY PERVERSO che nel giardino di casa facciamo tutto quello che riteniamo opportuno.

La corruzione ottunde la nostra coscienza civile.

L’ IMPRINTING è un individualismo che ha come orizzonte il proprio interesse.

L’unica agenzia di controllo del nostro Paese è rimasto il diritto penale ed è un male! La politica ha troppo spesso delegato.

Quando emerge una parte di corruzione vuol dire che c’è un pezzo delle Istituzioni che è sano e di cui dobbiamo andare fieri.

La lotta alla corruzione è trasversale: bisogna fare squadra.

Per sdoganare la lotta alla corruzione occorre dimostrare che essa è conveniente. La leva morale non è sufficiente

Occorre una magistratura che funzioni senza SE e senza MA.

Ci vogliono sanzioni più efficaci: togliere i patrimoni, interdire le cariche e i ruoli.

Trasparenza dell’attività amministrativa; applicazione della legge Severino; codice dei contratti, per agevolare la semplificazione.

La Politica può disciplinare lo scontro tra gli interessi confliggenti in nome della necessità di realizzare l’interesse generale.

La Politica deve fare grandi scelte non bassa cucina. La scelta delle persone in Politica è fondamentale.

C’è la volontà della politica di AUTO RIGENERARSI ? Occorre capire questo prima ancora di capire se c’è la capacità di auto-rigenerarsi. Questo Paese ha la possibilità di un riscatto morale? Questa è la prima cosa. L’ONESTA’ è una pre-condizione.

Occorre essere credibili. Non sono le parole ma i fatti a fare il discrimine.

Non parliamo più di “legalità”, ma di RESPONSABILITA’.

Ognuno deve fare la sua parte. Le agenzie educative devono fare la loro parte. I segnali di riscatto devono venire dal basso.

I cittadini sono gli attori fondamentali accanto ai quali c’è la macchina amministrativa.

L’intransigenza non è mai stata al potere.

(pensieri e parole di Raffaele Cantone e Giancarlo De Cataldo liberamente tratte da Repidee “Il prezzo della corruzione” )

corruzione repidee

 

 

 

 

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Figli di un diritto minore. Convegno 10/6 Auditorium Camera Commercio Foggia

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Figli di un diritto minore

La legge Cirinnà, un’occasione mancata?

Tutela giuridica riconosciuta ai figli minori nati in una coppia omo-affettiva e possibilità di adottarli per il convivente della madre o del padre biologico . Ne parleremo con l’ex presidente del Tribunale per i Minori di Roma Melita Cavallo nell’ambito del convegno organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Foggia il giorno 10 giugno alle ore 16.00 presso l’Auditorium della Camera di commercio.

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Sarà per me un grande onore presentare e ascoltare la giudice Melita Cavallo , già presidente del Tribunale per i Minori di Roma, da qualche mese in pensione.  Per 40 anni ha difeso l’infanzia violata e abusata nei tribunali di Milano, Napoli e Roma. Per diversi anni è stata presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Pluripremiata in Italia e all’estero per il suo impegno in difesa dei bambini, nel 2012  ha ricevuto il prestigiosissimo riconoscimento della Légion d’Honneur dal Presidente della Repubblica francese.

Così il quotidiano la Repubblica il 2/1/2016 <Le sue ultime sentenze hanno spalancato le porte alla stepchild adoption, facendole cadere sulla testa insulti e lodi in pari misura. Ma l’ironia è compagna fedele della giudice Melita Cavallo: “Prima o poi dovranno rassegnarsi, ho soltanto applicato la legge sulle adozioni”>

 

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